Marzo 2023: lo stato italiano, in piena bagarre inflazione, colloca il Btp Italia, un titolo quinquennale che, con una cedola minima stabilità del 2% annuo, per gli addetti ai lavori, “parte” da un rendimento del 7-8%. La richiesta dei risparmiatori è stata elevatissima e, non poteva essere da meno, dato che media (sotto l’articolo del sole 24 Ore) ed analisti esaltavano i rendimenti “miracolosi” di questo titolo. Come rinunciarvi, dopo anni di titoli obbligazionari con rendimenti vicini allo zero e, dopo l’elevata volatilità che aveva dominato i mercati finanziari nel 2022?

Nei giorni scorsi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato il coefficiente di indicizzazione per il pagamento della cedola semestrale e, della rivalutazione del capitale su base semestrale del Btp Italia. La cedola semestrale è del 1,342%. Ovviamente, rendimento lordo. Una doccia fredda per i risparmiatori che si aspettavano numeri ben più ghiotti. La vicenda ha semplicemente riportato tutti alla realtà dei fatti: non esistono ricette miracolose. Tutti noi risparmiatori dobbiamo aver ben chiaro che i mercai finanziari sono dominati da una regola precisa: l’incertezza del futuro. Ed è proprio questa “certezza” che deve guidare le nostre scelte d’investimento, non l’avida ricerca di un promettente rendimento: pianifichiamo strategie di investimento idonee a raggiungere i nostri obiettivi e, realizzare i nostri progetti di vita. Warren Buffett, il più grande investitore del mondo dice sempre “investire è semplice, ma non è facile”. Prendiamo esempio da chi non ha mai cercato scorciatoie, bensì ha razionalmente affrontato i mercati per decenni, dominandoli con scelte performanti, non segnate dalle contingenze del momento. Meglio parlare con un consulente che guidi le nostre scelte ed i nostri stati d’animo, soprattutto nei momenti di tensione e, di euforia dei mercati. Perché, come spesso detto, i mercati tentennano, traballano, oscillano….mentre crescono nel tempo. E, con essi, anche il valore dei nostri risparmi.
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