Bentornata volatilità – 23 aprile 2024

E’ davvero strano come la discesa dei mercati azionari faccia molto più rumore della sua crescita. Andiamo per gradi.

Dopo una corsa di circa 5 mesi, in cui il mercato azionario ha messo a segno un importante rally, le tensioni in medio oriente e, l’inflazione americana in ripresa, hanno riportato la volatilità sui mercati finanziari.

Ed ecco che la discesa degli indici azionari e, di alcuni titoli legati alla tecnologia o, all’AI, che hanno contribuito non poco a questa crescita, fa gridare all’imminente crollo dei mercati azionari. Soprattutto, è interessante notare come una discesa dei mercati azionari faccia molto più rumore del precedente rally.

Eppure, nessuno sembra aver notato, ad esempio, la grande scommessa degli investitori obbligazionari americani, che a fine 2023 hanno comprato oltre 50 miliardi di dollari di obbligazioni a lungo termine, confidando nel taglio dei tassi da parte della FED. Nessun taglio, anzi tassi in crescita. Morale? Una perdita del 9% medio per questi titoli ed i loro sottoscrittori.

E’ opportuno ricordare che i mercati, soprattutto quelli azionari, sono volatili per natura, altrimenti non si potrebbe creare nel lungo termine quel rendimento che li rende la migliore asset class di tutte nel lungo periodo.

La differenza tra chi guadagna e chi perde sui mercati è unicamente il risultato di come gli investitori reagiscono emotivamente alle oscillazioni di mercato, non la volatilità.

Negli ultimi 15 anni ci sono state 27 correzioni sui mercati azionari, più o meno ampie: e, i ribassisti fanno a gara per elogiare la loro previsione “lo avevamo detto che il mercato sarebbe sceso”. D’altronde anche l’orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. Eppure, nessuno di loro ci dice mai: adesso avanti tutta, perché il mercato salirà. Come mai secondo voi?

Bene, a fronte di queste 27 correzioni degli ultimi 15 anni, il mercato azionario americano ha più che triplicato il suo valore. Nessun ribassista lo menziona mai.

Quanti risparmiatori hanno visto crescere il proprio capitale nella stessa misura? E quanti, invece, hanno preferito entrare ed uscire dai mercati, a seconda della volatilità del momento e, della loro emotività, senza poter cogliere questa opportunità? Il market timing si dimostra semplicemente dannoso, in quanto nessuno può sapere quale è il momento migliore “per uscire e per rientrare”.

L’unica ricetta per avere la meglio sulla volatilità è gestirla emotivamente: occorre avere pazienza. Se non riuscite a mantenere la calma in questi momenti ed anzi, non ne approfittate con ribilanciamenti tattici, meglio sottoscrivere titoli di stato.

Andrà sempre tutto bene? Certo che no. Lo dimostrano le correzioni di questi ultimi anni. Ma grazie a queste correzioni si creano le condizioni per futuri rendimenti positivi

Come dice Warren Buffet, il più grande investitore del mondo “investire è semplice, ma non è facile”.

Forse meglio confrontarsi con un consulente finanziario, non credete?

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antonio bellecci

Sono un architetto delle scelte La mia mission: scoprire il tuo perché

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